Il Sig­nore Gesù, nel quale il Van­ge­lo ci chia­ma a credere, è, sen­za dub­bio, Dio onnipotente—uguale al Padre in tutte le cose, e in gra­do di sal­vare com­ple­ta­mente tut­ti col­oro che ven­gono a Dio per mez­zo di lui.

Ma questo stes­so Gesù, niente di meno che, uomo perfetto—in gra­do di sim­pa­tiz­zare con l’uomo in tutte le sue sof­feren­ze fisiche, che egli conosce bene per espe­rien­za con tut­til il cor­po di vissuto.
La poten­za e la sim­pa­tia sono mer­av­igliosa­mente uni­ti in Colui che è mor­to per noi sul­la croce.

Per­ché Egli è Dio, pos­si­amo appogia­re il peso delle nos­tre ani­me su Lui con fidu­cia e sen­za esi­tazione. Egli è potente da salvare.

Per­ché Egli è l’uomo, pos­si­amo par­lare con lui in lib­ertà, sulle numerose sof­feren­ze che la carne ha ered­i­ta­to. Lui conosce il cuore di un uomo.

Qui c’è riposo per chi è stan­co! Ecco una buona notizia! Il nos­tro Reden­tore è l’uomo e Dio, e Dio e l’uomo.

Expos­i­to­ry Thoughts on the Gospels: John, Vol­ume 1, [Carlisle, PA: Ban­ner of Truth, 1987], 194. [John 4:1–6}